Strategia

L’area interna dell’orvietano è composta da 20 comuni posti
geograficamente a cerniera tra Umbria, Toscana e Lazio

Aree Interne, Cosa sono

Le Aree Interne rappresentano una parte ampia del Paese – circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione – assai diversificata al proprio interno, distante da grandi centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili ma tuttavia dotata di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma anche fortemente policentrica e con forte potenziale di attrazione.

Per il potenziale di sviluppo inutilizzato di queste aree e per i costi sociali che una cura appropriata e continua potrebbe evitare, il loro destino non è solo interesse dei residenti ma è interesse nazionale. Sta qui la ragione della Strategia nazionale per le aree interne lanciata dal Piano Nazionale di Riforma dell’Italia e dall’Accordo di Partenariato concluso con la Commissione Europea.

La Strategia per le aree interne si prefigge di fermare e invertire nel prossimo decennio il trend demografico negativo di queste aree attraverso una duplice azione: promozione del mercato e ripristino di cittadinanza. Da un lato si vuole sospingere lo sviluppo locale, intensivo ed estensivo, nei punti di forza di questi territori: agroalimentare, cultura e saper fare, turismo, energia. Dall’altro, si vuole riequilibrare l’offerta dei servizi di base: scuola, salute, mobilità e rete digitale, innanzitutto. Le risorse finanziarie per intervenire vengono dai fondi comunitari gestiti dalle Regioni (principalmente FEASR ma anche da FESR/FSE) per l’intervento sul mercato, e da risorse espressamente destinate dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015, per l’intervento sulla cittadinanza.

L’area Interna dell’Orvietano ha completato la fase istruttoria sul territorio “Diagnosi d’Area” ed ha definito la Bozza di Strategia che contiene l’idea guida per lo sviluppo ed il rilancio del territorio “Un approccio integrato alla filiera della conoscenza”approvata nel mese di agosto dal Ministero .

Nella bozza di strategia i venti comuni sono rappresentati come il cardine di un sistema policentrico di insediamenti, storicamente in equilibrio tra città e campagna, che oggi rischia di scomparire. Tendere il “filo rosso” tra innovazione e tradizione che unisce conoscenza, identità locali ed opportunità di sviluppo, è l’innesco del cambiamento. Riappropriazione dei saperi e delle identità locali: il patrimonio culturale, ed il patrimonio• naturalistico-ambientale costituiscono il “motore” della potenziale rinascita di questo territorio. Valorizzazione e messa in rete delle opportunità: miglioramento dei servizi e dell’offerta formativa.• Creazione di filiere integrate multisettoriali: agroalimentare, turismo, arte del fare, ricettività, ITC.• Responsabilità verso la gestione dei beni comuni e la messa in sicurezza del territorio, attraverso• l’uso di una governance territoriale condivisa.

Nel frattempo, si stanno creando interazioni positive e sinergie con il Contratto di Fiume già avviato, contribuendo a migliorare la governance locale e intervenendo su settori paralleli alla Strategia Aree Interne, quali la qualità delle acque, la sicurezza idrogeologica e la conservazione della natura.

I prossimi passaggi per la scadenza di fine settembre riguardano la definizione di funzioni associate (almeno 2 come condizione essenziale) tra tutti i comuni, la costruzione del Preliminare di strategia e dell’Accordo Quadro. Per quanto riguarda il Preliminare sono stati realizzati nel mese di agosto tre laboratori partecipati per ambiti geografici: uno ad Orvieto, uno a Città della Pieve ed uno a Guardea. Se consideriamo nel loro complesso la partecipazione aree interne e quella del Contratto di Fiume abbiamo avuto una ottima partecipazione con circa 200 presenze. Da questi laboratori sono emerse le progettualità locali che potrebbero rendere operativa la strategia d’area, naturalmente si tratta di progetti che potranno essere ulteriormente incrementati, ma essenziale diventa la loro fattibilità che non potrà che essere affrontata con la Regione ed Ministero. A questo proposito fin da questa settimana, la nostra assistenza tecnica avvierà degli incontri con la Regione per una prima valutazione delle risorse attivabili.

Sul fronte dei servizi associati si stanno approfondendo due tipologie di servizi: catasto e protezione civile. L’attivazione dei servizi necessita di delibere nei consigli comunali che è stato programmato che debbano essere assunte entro il 30 settembre.

La sfida, diventa quella di creare una matrice progettuale collettiva intorno alla filiera della conoscenza ed un conseguente visione di sviluppo locale, che integri più assi strategici tra di loro (turismo, artigianato, agricoltura, innovazione tecnologica), frenare l’abbandono del territorio, dare occupazione, migliorare la vivibilità, la sicurezza ambientale, l’efficienza dei sistemi della mobilità, dell’istruzione e dei servizi socio- sanitari, l’accesso all’ICT.

Sulla base del documento preliminare così prodotto, inizia la fase centrale di animazione e coprogettazione degli interventi. Si amplia, anche con il supporto degli esperti del Comitato e della Regione, la parte di scouting dei soggetti che possono portare un contributo alle linee di azione identificate e il coinvolgimento sul territorio dei soggetti rilevanti negli ambiti prioritari; si procede con l’armonizzazione delle idee all’interno della “filiera cognitiva”; si verificano, attraverso l’immissione di competenze specifiche e il confronto con altre esperienze, la validità dei percorsi individuati; si precisano e si ingegnerizzano i progetti; si definiscono i criteri di valutazione condivisi, fino ad arrivare all’individuazione dei risultati attesi e degli indicatori con cui misurarli, dei tempi previsti per raggiungerli, e dei fabbisogni finanziari per singolo intervento e azione. Esito di questa fase sarà la produzione della “Strategia di area” che sarà presentata il 30 settembre.

La Strategia di area viene sottoposta all’approvazione del Comitato nazionale aree interne (dove sono rappresentati tutti Ministeri interessati) e della Regione. Da qui, inizia la fase di preparazione dell’Accordo di Programma Quadro

Notizie dall’Area Interna SOrvietano

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